venerdì 8 luglio 2016

E se il dentista non curasse l’igiene dello studio?

Si pensa sempre al dolore che si può provare quando ci si reca dal proprio dentista. Spesso è più una preoccupazione frutto del luogo comune che una realtà oggettiva. Non si pensa mai invece a quello che potrebbe accadere se ci si trovasse di fronte ad un dentista che non curasse l’igiene!

Tre anni fa migliaia di pazienti di un dentista inglese furono costretti a sottoporsi ad esami del sangue dopo le denunce contro il medico che non aveva attuato le procedure igieniche di base per prevenire la trasmissione di malattie infettive.

Secondo il La Public Health England (PHE), Desmond D’Mello, questo il suo nome, aveva lavorato in Nottinghamshire County senza lavarsi le mani, non cambiando i guanti e non sterilizzando la propria attrezzature dopo ogni cura ai propri pazienti. La polizia indagò addirittura sulla morte di una ex paziente per malattia infettiva: la donna, 23 anni, morì ad agosto del 2013, nello stesso mese in cui si sottopose alle cure.
L’NHS decise di richiamare oltre ventimila pazienti che si erano sottoposti alle cure del dottor D’Mello per superare gli esami e  valutare se erano stati infettati da un virus trasmesso attraverso il sangue, come l’HIV o HBV (virus dell’epatite B).


Alla fine il rischio di infezione si confermò relativamente basso, ma certo non una grande esperienza per i pazienti. Uno spavento amaramente indimenticabile.

mercoledì 6 luglio 2016

Andare in Sudamerica? Occhio (anche) ai denti!

Tempo di partenza, e di conseguenza anche di conoscenza del posto dove si andrà a vivere.
Dal punto di vista medico sanitario esistono due Sudamerica: quello temperato di cui fanno parte Uruguay, Cile, Argentina meridionale ed Isole Falkland, e quello tropicale che comprende la gran parte del continente ad eccezione dell’estrema zona meridionale.

Nel Sudamerica temperato i problemi di salute sono soprattutto determinati e causati dal consumo di cibo ed acqua contaminati, mentre raramente c’è il rischio di malaria, febbre gialla e la dengue.
Prima di partire è importante la prevenzione per non correre stupidi ed inutili rischi, non solo di rovinarsi la vacanza, ma anche di avere problemi seri di salute.  Rischi che vanno evitati, e problemi che vanno affrontati.


In un viaggio lungo come può essere quello in Sudamerica è bene dunque accertarsi, alla luce di quanto detto, che i nostri denti non richiedano cure. Acqua e cibo contaminati sono in agguato pronti ad attaccare: lo fanno a tradimento mentre godiamo di acqua per dissetarci, e mentre mastichiamo cibo sudamericano per sfamarci con curiosità ed apprezzamento.

lunedì 4 luglio 2016

Denti quotidiani



In questo breve video tratto dal canale youtube vediamo un’ordinaria quotidianità.

Una casa italiana con persone diverse e dentature diverse: belle, decenti, indecenti; ed ancora curate e non curate, nascoste ed ostentate.



Non sta a nessuno giudicare, ma il mondo è vario, le persone diverse, le dentature anche. Con i denti si nasce, ma la correzione e la cura sono inevitabilmente necessarie.

venerdì 1 luglio 2016

Smagliante, un aggettivo euforico





Il vocabolario della lingua italiana parla chiaro. Smagliante è un aggettivo [participio presente di smagliare]. – Splendente, rilucente: luce smagliante, colori, tinte smaglianti (e anche, con uso più letterale, un’aria smagliante di luce, un quadro smagliante di colore); fig., una bellezza, un sorriso smagliante.


Un aggettivo euforico. Perché euforico? Perché quando lo si accomuna al sorriso suscita euforia nella persona. Avere un sorriso smagliante, poter mostrare un sorriso smagliante è una sensazione di forte piacere che crea euforia.


Cosa si farebbe o non si farebbe per avere e mostrare un sorriso così? Da generazioni, sia per l’uomo che soprattutto per la donna smagliante è un aggettivo euforico per il proprio sorriso. Niente di più bello esteticamente per molte persone desiderose di piacersi come di piacere: piacere a se stesse, piacere agli altri. Gli altri intesi non solo del sesso opposto ma anche dello stesso in una sorta di euforica gara senza rivali.






mercoledì 29 giugno 2016

Per un brillantino in più…

Per molti è sempre di moda, per altrettanti forse lo è un po’ meno. In ogni caso se ne parla ancora, e quando se ne parla è sempre di attualità.
Parliamo del brillantino sul dente. 

La persona lo vuole mettere per rendere il sorriso ancora più speciale, prezioso ed attraente. L’essere umano ama da sempre  vestirsi, truccarsi, alterare il proprio aspetto estetico. Nessuna parte del corpo è mai stata esente da personali modificazioni dettate dal gusto.

Da qualche decennio a questa parte, sulla spinta dell’imitazione di personaggi famosi, ha preso piede il piercing al dente, che consiste nell’applicazione sulla superficie dentale di pietre o metalli preziosi. La scelta più frequente è quella del brillantino, falso o vero che sia.
Esistono tre tipi di piercing dentale, a seconda del materiale applicativo utilizzato e, di conseguenza, della durata dell’applicazione:
Il temporaneo: è un banale trattamento estetico praticabile anche a casa, grazie all’acquisto di un apposito ‘kit’. La pietra viene attaccata con una colla semplice che permette una tenuta di poche settimane.

Il semipermanente: un trattamento nel quale si utilizzano cementi odontoiatrici che garantiscono una durata di qualche mese.
Il permanente: l’applicazione sul dente è una manovra che non deve assolutamente danneggiare lo smalto, quindi occorre attenzione nel farlo applicare da persone non professionalmente preparate. Difatti una così insignificante manovra se non eseguita da un professionista può rovinare irreversibilmente lo smalto.


Alla fine tutto si può fare per modificare il proprio aspetto e sentirsi più belli. Applicare un brillantino sul dente è piuttosto semplice e spesso è possibile farlo a costo contenuti ed abbordabili per tutte le tasche e con risultati impeccabili e soddisfacenti. Solo che con certe applicazioni non si può scherzare: diventa un pensiero da rivolgere e spiegare al dentista.