giovedì 21 luglio 2016

Quando una montagna ha i denti

I ‘Denti della Vecchia’ sono un gruppo di montagne delle Prealpi Luganesi, tra la Svizzera (Val Colla) ed l’Italia (Valsolda). Il ‘Sasso Grande’, che raggiunge i 1.492 metri è il più suggestivo dei pennoni calcarei che compongono questo aglomerato paesaggistico. Principali rifugi di appoggio per escursioni sono la Capanna Pairolo e la capanna situata presso l'Alpe Bolla.
I "denti" sono formati da uno strato geologico più antico: quello del Triassico superiore che è costituito da dolomia. Tra i ‘Denti della Vecchia’ e la Capanna Pairolo si possono osservare dei conglomerati verrucani che risalgono ad un'epoca ancora più remota. Tutto il massiccio del Gazzirola è costituito invece da uno zoccolo cristallino in forma di gneiss, che rappresenta le rocce affioranti più antiche del Sottoceneri. In Val Colla, sul fondo valle, si riscontrano rocce coperte da ghiaia, sabbie e argille che erano in origine antiche morene d'epoca glaciale.

I ‘Denti della Vecchia’ rappresentano uno dei luoghi storici dell'arrampicata ticinese. La particolare conformazione di queste montagne ha ispirato tutta una serie di leggende popolari. Sono stati censiti anche diversi modi di dire relativi a queste montagne che, seppur non siano più molto utilizzati, sono ancora rintracciabili nelle trascrizioni di fonti orali: "Fa freddo come sui Denti della Vecchia in gennaio", "Sorpreso come se avesse visto cadere i Denti della Vecchia", "Bella come l'aurora, quando il sole sorge dai Denti della Vecchia".

martedì 19 luglio 2016

Tre vantaggi del sorriso

Il sorriso ha tanti vantaggi e tanti valori, alcuni inusuali. Soffermiamoci su tre aspetti che mai prima d’ora avevamo considerato
Il sorriso è… La chiave del Successo. Sorridere infonde sicurezza e può essere la chiave del successo, sia nella vita che sul lavoro. Le persone sorridenti tendono ad attirare relazioni appaganti e feedback positivi. Accettano più volentieri l'aiuto degli altri e sono aperte al confronto pacifico. Non sono interessate alla competizione e tendono a proporre idee vincenti.
Ma il sorriso… Rende più attraenti. Il sorriso rende le persone più attraenti e simpatiche. Stringere la mano ad una persona che ricambia con un sorriso è un'esperienza piacevole che migliora la nostra prima impressione sulle nuove conoscenze. Chi sorride spesso appare a proprio agio e più aperto agli altri rispetto a chi tende a mettere sempre il broncio.

Il sorriso è anche… lo Yoga della risata. E se da un semplice sorriso dovesse nascere una bella risata? Ridere fa bene. A confermarlo sono i numerosi benefici dello Yoga della risata, che si affiancano agli effetti positivi del semplice sorriso: superare lo stress, la rabbia, la paura e il dolore.

lunedì 18 luglio 2016

Argentina: tre denti rotti per un intervento di gioco

Iniguez, il difensore dell'Argentinos è stato vittima nel 2013 di un episodio a dir poco sfortunato culminato con la rottura di tre denti più un cartellino giallo decretato dall’arbitro nella partita contro gli avversari del Boca Juniors.
Iniguez ha finito la sua partita contro il Boca Juniors con tre denti rotti ed un cartellino giallo comminato dall'arbitro per l’intervento scorretto e certamente anomalo.
L'ammonizione è arrivata a seguito di un intervento sui piedi di Cristian Erbes, ma non in scivolata bensì con la testa in pieno tuffo. Un episodio davvero incredibile.


L'arbitro ha sanzionato Iniguez che inoltre nell'impatto con i piedi dell'avversario ha riportato anche la rottura di tre denti. Insomma, non c’è dubbio: oltre al danno, la beffa.

giovedì 14 luglio 2016

Basta un sorriso per diventare famosi: il gatto del Cheshire

Il ‘gatto del Cheshire’ (Cheshire Cat in inglese) è un personaggio quantomeno originale inventato da Lewis Carroll, apparso per la prima volta nel 1865 in Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. È noto anche come ‘Stregatto’, nella versione italiana della trasposizione cinematografica disneyana, e ‘Ghignagatto’, nella traduzione italiana del libro del 1913 a cura di Silvio Spaventa Filippi. Compare anche in tutte le opere (cinema, fumetti, videogiochi) derivate dal romanzo di Carroll.
Il gatto del Cheshire trae verosimilmente ispirazione da antichi racconti popolari nei quali si narra di felini invisibili nelle campagne inglesi. Probabilmente Carroll per la sua descrizione si basò su un intaglio in una chiesa nel villaggio del Croft-on-Tees, nel nord-est dell'Inghilterra, dove era stato rettore suo padre. Un'altra possibilità è che il gatto sia basato su un gargoyle situato su un pilastro nella chiesa di St. Nicolas a Cranleigh, dove Carroll frequentemente viaggiava vivendo a Guildford. Altri lo attribuiscono ad un intaglio sulla facciata della torre alla chiesa di San Wilfrid, nel villaggio di Grappenhall Warrington, nel Cheshire; la contea natale di Carroll.
"Sorridere come un gatto del Cheshire" (To grin like a cheshire cat) era un modo di dire molto comune. L'origine del proverbio è incerta. Secondo alcuni deriva dalla pratica di un pittore del Cheshire di disegnare leoni sorridenti sulle insegne delle locande, secondo altri dall'usanza nel Cheshire di fare un formaggio con la forma di un gatto sorridente.

Emblematica è la sua rappresentazione, che trae spunto dalle immagini di fine Ottocento di Arthur Rackham, che già lo raffigurava come un gatto allucinato e più che mai strano: Walt Disney, nella sua versione cinematografica del romanzo di Carroll, lo rappresenta sempre così. Questa rappresentazione è stata ripresa in seguito in Alice in Wonderland (un film del 2010). Invece nel film del 1999 Alice nel paese delle meraviglie il personaggio è interpretato dall'attrice Whoopi Goldberg, il cui volto è stato inserito sul corpo di un gatto in CGI.










martedì 12 luglio 2016

Sorriso… d’argento

Sono passati poco più di 7 anni dall’uscita della serie televisiva ”Sorriso d’argento”. Una serie che narrava di un’adolescente che si vergognava di portare l’apparecchio e poi lo scopre dotato di poteri magici, con i quali addirittura aiutare i compagni in difficoltà. Con queste premesse, ”Sorriso d’argento” rappresentava per la Disney l’occasione per rinnovare il modello della favola etica.
Sharon, ribattezzata ”Sorriso d’argento” dalla perfidia dei propri compagni di scuola, era una ragazzina come molte di quelle che affollano l’uscita della scuola: jeans e scarpe da ginnastica, zainetto e sghignazzate e tutto quello che serviva a farne un modello sul quale identificarsi.  
La serie ideata da Melissa Clark e prodotta da Alicia Silverstone (anche voce di Sharon in lingua originale), aveva fortemente attinto ai cliché delle soap per teen-ager, condite di invidie feroci tra amiche-rivali e diatribe insanabili tra belli e brutti, sicuri e insicuri, con addirittura tanto di ragazzina acida che disprezzava l’amichetta cinese per i suoi occhi a mandorla.  




I protagonisti di ”Sorriso d’Argento” piangevano lacrime che sembravano vere, arrossivano come i loro coetanei in carne ed ossa, e vestivano troppo alla moda come tutti gli adolescenti, equipaggiati già sette anni fa di ogni sorta di cellulare e videogioco. Il ”Sorriso d’argento” vive anche oggi e vivrà sempre per coloro che dovranno mettere l’apparecchio.