martedì 12 luglio 2016

Sorriso… d’argento

Sono passati poco più di 7 anni dall’uscita della serie televisiva ”Sorriso d’argento”. Una serie che narrava di un’adolescente che si vergognava di portare l’apparecchio e poi lo scopre dotato di poteri magici, con i quali addirittura aiutare i compagni in difficoltà. Con queste premesse, ”Sorriso d’argento” rappresentava per la Disney l’occasione per rinnovare il modello della favola etica.
Sharon, ribattezzata ”Sorriso d’argento” dalla perfidia dei propri compagni di scuola, era una ragazzina come molte di quelle che affollano l’uscita della scuola: jeans e scarpe da ginnastica, zainetto e sghignazzate e tutto quello che serviva a farne un modello sul quale identificarsi.  
La serie ideata da Melissa Clark e prodotta da Alicia Silverstone (anche voce di Sharon in lingua originale), aveva fortemente attinto ai cliché delle soap per teen-ager, condite di invidie feroci tra amiche-rivali e diatribe insanabili tra belli e brutti, sicuri e insicuri, con addirittura tanto di ragazzina acida che disprezzava l’amichetta cinese per i suoi occhi a mandorla.  




I protagonisti di ”Sorriso d’Argento” piangevano lacrime che sembravano vere, arrossivano come i loro coetanei in carne ed ossa, e vestivano troppo alla moda come tutti gli adolescenti, equipaggiati già sette anni fa di ogni sorta di cellulare e videogioco. Il ”Sorriso d’argento” vive anche oggi e vivrà sempre per coloro che dovranno mettere l’apparecchio.



venerdì 8 luglio 2016

E se il dentista non curasse l’igiene dello studio?

Si pensa sempre al dolore che si può provare quando ci si reca dal proprio dentista. Spesso è più una preoccupazione frutto del luogo comune che una realtà oggettiva. Non si pensa mai invece a quello che potrebbe accadere se ci si trovasse di fronte ad un dentista che non curasse l’igiene!

Tre anni fa migliaia di pazienti di un dentista inglese furono costretti a sottoporsi ad esami del sangue dopo le denunce contro il medico che non aveva attuato le procedure igieniche di base per prevenire la trasmissione di malattie infettive.

Secondo il La Public Health England (PHE), Desmond D’Mello, questo il suo nome, aveva lavorato in Nottinghamshire County senza lavarsi le mani, non cambiando i guanti e non sterilizzando la propria attrezzature dopo ogni cura ai propri pazienti. La polizia indagò addirittura sulla morte di una ex paziente per malattia infettiva: la donna, 23 anni, morì ad agosto del 2013, nello stesso mese in cui si sottopose alle cure.
L’NHS decise di richiamare oltre ventimila pazienti che si erano sottoposti alle cure del dottor D’Mello per superare gli esami e  valutare se erano stati infettati da un virus trasmesso attraverso il sangue, come l’HIV o HBV (virus dell’epatite B).


Alla fine il rischio di infezione si confermò relativamente basso, ma certo non una grande esperienza per i pazienti. Uno spavento amaramente indimenticabile.

mercoledì 6 luglio 2016

Andare in Sudamerica? Occhio (anche) ai denti!

Tempo di partenza, e di conseguenza anche di conoscenza del posto dove si andrà a vivere.
Dal punto di vista medico sanitario esistono due Sudamerica: quello temperato di cui fanno parte Uruguay, Cile, Argentina meridionale ed Isole Falkland, e quello tropicale che comprende la gran parte del continente ad eccezione dell’estrema zona meridionale.

Nel Sudamerica temperato i problemi di salute sono soprattutto determinati e causati dal consumo di cibo ed acqua contaminati, mentre raramente c’è il rischio di malaria, febbre gialla e la dengue.
Prima di partire è importante la prevenzione per non correre stupidi ed inutili rischi, non solo di rovinarsi la vacanza, ma anche di avere problemi seri di salute.  Rischi che vanno evitati, e problemi che vanno affrontati.


In un viaggio lungo come può essere quello in Sudamerica è bene dunque accertarsi, alla luce di quanto detto, che i nostri denti non richiedano cure. Acqua e cibo contaminati sono in agguato pronti ad attaccare: lo fanno a tradimento mentre godiamo di acqua per dissetarci, e mentre mastichiamo cibo sudamericano per sfamarci con curiosità ed apprezzamento.

lunedì 4 luglio 2016

Denti quotidiani



In questo breve video tratto dal canale youtube vediamo un’ordinaria quotidianità.

Una casa italiana con persone diverse e dentature diverse: belle, decenti, indecenti; ed ancora curate e non curate, nascoste ed ostentate.



Non sta a nessuno giudicare, ma il mondo è vario, le persone diverse, le dentature anche. Con i denti si nasce, ma la correzione e la cura sono inevitabilmente necessarie.

venerdì 1 luglio 2016

Smagliante, un aggettivo euforico





Il vocabolario della lingua italiana parla chiaro. Smagliante è un aggettivo [participio presente di smagliare]. – Splendente, rilucente: luce smagliante, colori, tinte smaglianti (e anche, con uso più letterale, un’aria smagliante di luce, un quadro smagliante di colore); fig., una bellezza, un sorriso smagliante.


Un aggettivo euforico. Perché euforico? Perché quando lo si accomuna al sorriso suscita euforia nella persona. Avere un sorriso smagliante, poter mostrare un sorriso smagliante è una sensazione di forte piacere che crea euforia.


Cosa si farebbe o non si farebbe per avere e mostrare un sorriso così? Da generazioni, sia per l’uomo che soprattutto per la donna smagliante è un aggettivo euforico per il proprio sorriso. Niente di più bello esteticamente per molte persone desiderose di piacersi come di piacere: piacere a se stesse, piacere agli altri. Gli altri intesi non solo del sesso opposto ma anche dello stesso in una sorta di euforica gara senza rivali.